martedì 19 aprile 2011

I Trip Di Carlotta - Dove vorresti vivere?

Cari Lettori,
siccome ultimamente vi propino dei sondaggi senza dare spiegazioni, mi pare il caso di raccontarvi perché ero così curiosa di sapere DOVE VORRESTE VIVERE E PERCHE’.
La settimana scorsa, mentre prendevo il caffè con i Miei Uomini (Amico R., BelGì e Il Magnifico, ma già lo sapete) ho posto loro la stessa domanda. Il Magnifico è partito in quarta “Almeno 6 mesi a Parigi (e qui mi ricorda un certo Cocchiere), poi vorrei avere una casa a Roma e poi ci vuole una casa al mare”.
Io ho detto il nome del mio paese.
Poi siccome io penso sempre DOPO, il giorno seguente ho scritto una mail al Magnifico, in cui spiegavo il Carlotta Pensiero. E adesso ve lo potete sciroppare anche voi. Contenti?

Le domande che mi sono posta: Ma il posto dove uno vorrebbe vivere, non dovrebbe essere un posto che si considera casa? Come si fa a considerare casa un posto dove vivi sei mesi o meno?
Il posto dove si vorrebbe vivere, non è quello dove si sta bene sempre?
Non so se mi spiego, ho detto che mi piace vivere al Paesello, che, credo, non è esattamente - agli occhi di chi mi ascolta - un paradiso. E in realtà non lo penso nemmeno io, che prima di avere il Principino ci tornavo solo a dormire. Sono stata in posti che mi sono piaciuti, dove sono stata bene, da dove non sarei ripartita. Però poi tornare, ecco, tornare è sempre stato bello, sentire che quello è il tuo posto, il posto dove ti senti bene.

Questo, in sostanza, quello con cui ho travolto il Magnifico ( e non stupiamoci che non mi abbia scritto altro, aprire la post@ e trovarsi un Monologo di Carlotta dev’essere un’esperienza devastante)

Però poi, parlando con altri amici, mi sono chiesta cosa fa sì che quel posto sia “il mio posto”? Un ricordo? La persona che amiamo? 

Ovviamente è toccato rispondere anche ad amici e colleghi. Molti hanno risposto che stanno bene dove vivono (nelle verdi valli) e mi sono chiesta se i figli influenzino questa scelta. Piccole comunità in cui tutto funziona bene, dove tutti si conoscono e nel bene e nel male sanno tutto di tutti (e quindi la possibilità di "perdere meno di vista" cosa fanno i nostri ragazzi).

O abbiamo solo paura del cambiamento? 
Tempo fa parlavo con la mamma del mio Problema Biondo e lei mi ha detto " Chissà cosa ti riserverà la vita, magari trovi un fidanzato e tra un paio d'anni vivi a Roma" Eh?? Io?  A Roma? no, non ne sarei capace. Una città così grande, abituata come sono alla mia piccola rassicurante provincia, mi sentirei perduta!

Voi che ne pensate?

8 commenti:

  1. pensa che un'amica della figlia della proprietaria del garni dove andavo in vacanza (a San Valentino, Val Venosta, paesino che è sicuramente più piccolo del tuo!) ha mollato tutto per trasferirsi in Sicilia col marito che fa il finanziere e che lei aveva conosciuto quando lavorava lì: se non è un cambiamento drastico questo!! ma ne riparlammo l'anno successivo, e tutto andava per il meglio. io penso che i posti li facciano la gente; se tu stai bene e se stai bene con coloro che ti sono accanto, puoi vivere ovunque.

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  2. non lo so...
    io penso che basta essere sereni e sentirsi felici e il resto non conta.
    Ecco che ad esempio non mi spiacerebbe trasferirmi a Camogli (liguria) sapendo che ha dato i natali al mio amore. Mi piace il clima che si respira, cosi come anche il luogo pero' solo se lui fosse con me perche soli non ne varrebbe.

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  3. Io credo che per quanto si possa star bene ovunque quando si è circondati da persone che amiamo...presto o tardi ci assale nostalgia del luogo natio. Magari poi quando ci torniamo ci stiamo male e ce ne andiamo di nuovo...ma dentro dentro, le nostre radici ci calamitano là dove abbiamo vissuto la nostra infanzia.

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  4. Io torno sempre volentieri a casa mia, un posto dove sto bene anche se di provincia. Neppure io a Roma starei bene, troppo caotica per le mie abitudini.

    Un bacione cara

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  5. Infatti ho posto la domanda così, senza pensare troppo, però poi, una volta rientrata, mi sono chiesta perchè considero questo posto casa mia... in fondo non credo sia questione di radici, ma del fatto che qui ci siano le persone che amo.
    Un po' ho l'esempio in casa. Mio padre non è trentino, per tantissimi anni ogni momento libero ci caricava in macchina e via..dai miei nonni. Ora è diverso. Va' dalla sua mamma, ma ha sempre fretta di tornare qui da noi

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  6. Il posto in cui si desidera vivere è quello in cui ci sentiamo perfettamente a nostro agio. Quando vivevo a Roma, a prescindere dall'idea di rimanerci a vita o meno, mi sentivo talmente tanto piena di energie che non avrei mai desiderato tornare.Ero "rinata". Quella sensazione l'ho provata solo una volta nella vita, e mi è bastata per capire che la metropoli mi appartiene molto più del piccolo centro.
    Non so dirti in quale "città" voglio stare. Purchè io mi senta bene, così come 3 anni fa..va bene tutto

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  7. Beh! A Roma sicuramente no! Tra il caos cittadino non saprei viverci. Amo valli verdi e paeselli, con i vicoli e gli scorci romantici :D e le piccole realtà mi piacciono di più. Le città sono belle da visitare ma poi bisogna trovarsi un piccolo nido dove stare in pace. :D
    Baci Carlotta e cresci il tuo principino lontano dal caos ;D

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  8. Tortilla e Pagnottina, ahahha avete dato 2 risposte completamente diverse!!!

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