venerdì 8 aprile 2011

parole..parole...parole..

Non so perchè ma in questi giorni, complice una strana malinconia, ripenso spesso a un post, che ho scritto nel 2008 sul vecchio blog e che ho deciso di riproporvi.

"Ultimamente sono un po’sfasata, confondo i giorni della settimana, dimentico le cose… Stamattina ad esempio ero convinta fosse giovedì, che ci fosse la corsa scolastica e ho aspettato al freddo 20 minuti un autobus che non è passato. C’erano -2°C ed ero congelata. Forse per questo mi è venuto in mente un mio ex moroso di tanti anni fa, che mi diceva che non si sarebbe mai dimenticato di scaldarmi le manine… Ho un cassetto pieno di caldi guanti di lana in ogni gradazione di colore, inutile dire com’è finita. Poi c’è stato chi mi riaccompagnava a casa e pochi minuti dopo con un sms mi avvertiva che sarebbe andato a sognarmi. Sì, nel letto di un’altra.
Infine c’è che mi ha detto che gli piaccio come ci sono e parlo a raffica e poi un attimo dopo sto già dormendo, che mi vuole bene eh, che gli piacciono le radioline. Spente suppongo, visto che non si fa più sentire.
Allora stamattina, impalata alla fermata dell’autobus, mi sono interrogata su una cosa: ma le parole non hanno più un significato per nessuno?
Capitemi. Se io dico ad una persona che gli scalderò le manine SEMPRE, che la sto andando a sognare, che le voglio bene..beh per me significa quello che ho detto, che ho piacere di stare con te, che sto bene con te, che ti piaccio come sono.
Invece per la maggiorparte delle persone, le parole sono un suono perso nell’aria, senza significato, una parola o l’altra va bene lo stesso, così come non significano niente i sentimenti di chi a quelle parole ci crede.
Allora per favore trovatemi l’uomo qua sotto, se ne stava su albero vestito di verde e diceva “cra cra”.

Mi voglio fidanzare con lui. Così quando si libererà di me come del sacchetto del pattume, non mi sentirò una stupida romantica credulona, potrò sempre dire che c'erano delle incomprensioni linguistiche"

Alcuni, sotto a questo post, avevano scritto che le parole valgono per il momento in cui vengono dette. ..Voi che ne pensate?

Per chi avesse frainteso o stesse per farlo: il post è stato scritto ovviamente dopo l'ennesima fregatura nel 2008, ma puoi applicarlo anche ad altri contesti. Per dire lamiaexpseudoamicavì mi scriveva sempre che "sei la persona migliore che ho mai incontrato, sei la mia migliore amica" e poi non ha esitato 2 secondi a mettermela nel culo. Qui non si parla di ricerca disperata di un compagno/a, semplicemente del fatto che le molta gente usa le parole a vanvera. Tipo sul lavoro, altro esempio. Ti smazzi, tutti ti dicono che bravo, sei uno che lavora, poi sbagli una volta e da quel momento non vali un cazzo. Ma come? e il lavoro fatto sempre bene? l'alta opinione che avevi di me?

La mia intenzione era di focalizzare il discorso sul (o sulla mancanza totale mancanza di) significato che le persone danno a quello che dicono. Perchè non capisco se dipende dall'importanza che dai a chi hai di fronte o semplicemente non gli frega niente-di -niente a nessuno o hanno ragione i miei ex lettori asserendo che le parole hanno una scadenza.

E, tanto per la cronaca, la definizione "la mia migliore amica" la uso con la stessa parsimonia con cui nella mia vita ho detto "ti amo" (e l'ho detto una volta sola)

Quanto alla realizzazione attraverso un compagno, non mi pare che nessuno qui sia alla ricerca disperata, come gà detto, per quanto mi riguarda sono alla ricerca disperata di riposo, il che significa che ho bisogno si spalamarmi a tempo indeterminato sul letto, possibilmente da sola.

15 commenti:

  1. Carlotta, io ho il tuo stesso problema, ma al contrario, nel senso che a me non dice mai nulla nessuno, in compenso però quasi nessuno crede a ciò che dico io perchè sono tutti abituati a non dare peso a ciò che essi stessi dicono e, di conseguenza, attibuiscono agli altri lo stesso difetto. non sai quante volte mi sono trovata davanti a persone che mi sgranavano gli occhioni dicendomi "ah, ma allora parlavi sul serio!". sì, pirla, parlavo sul serio; se poi tu non mi credi, è un problema tuo...

    RispondiElimina
  2. A volte vogliamo dire una cosa, e l'altro capisce tutt'altro. La volta successiva ci sembra di essere carini, e la controparte si offende perché malinterpreta. Poi non diciamo più niente per non fare danno, e ci chiedono se siamo arrabbiati.
    A volte la comunicazione è difficile, filtrata pure dalle nostre aspettative conscie ed inconscie, e si finisce col non capirsi.

    RispondiElimina
  3. trova un ranocchio dagli un bacio e trasformalo in un principe carlotta...
    un abbraccio in menso cara ...
    buon w.e. da lia

    RispondiElimina
  4. no ma dico ... ma non se ne può più di donne che per realizzarsi devono trovare un uomo ... ma anche di uomini che per realizzarsi hanno bisogno di una donna e di uomini che hanno bisogno di uomini e di donne che hanno necessità di donne ... insomma voglio dire, è possibile farlo senza soccombere alle menzogne altrui.

    RispondiElimina
  5. Pier, mi auguro che tu abbia frainteso il post perchè mi hai offesa

    RispondiElimina
  6. Pier ha frainteso mi sa!! Non è questione di avere bisogno di un uomo, ma di sentirsi presa per il culo..giusto??
    Comunque è vero, io dico le cose solo se le penso e le sento davvero, ma purtroppo la maggior parte della gente parla per dare aria alla bocca o cmq senza pensarci troppo! Poi, ovvio, i sentimenti o le opinioni possono cambiare..però..

    RispondiElimina
  7. eh cavolo si ho frainteso :/ scUUsa.
    Mi sa che ha ragione Daffo quando dice: A volte vogliamo dire una cosa, e l'altro capisce tutt'altro.

    RispondiElimina
  8. Il fatto è che la parole sono dei contenitori, che vengono riempiti di una serie di significati pseudo-universali che dipendono dalla cultura in cui ci si trova, e da una serie di significati soggettivi. Ed è proprio questa soggettività che non ci può esimere dai fraintendimenti. Il peso stesso di ogni parola è diverso da persona a persona, e la fregatura è dare per scontato che si intenda la stessa cosa, dare per scontato che una persona capisca davvero quant'è importante per noi un "ti amo". Le parole servono ad esprimere ciò che proviamo, per renderlo intelligibile agli altri, per dargli una forma universalmente comprensibile, ma non sono esattamente quello che proviamo. Ce lo mettiamo dentro a forza, perchè è così che ci hanno insegnato a fare, perchè è efficace a livello comunicativo, ma non dovremmo mai dimenticarci del fatto che nessuno sente le cose come le sentiamo noi.
    E' frustrante, lo so, quando ho realizzato che le parole danno solo l'illusione di poter esprimere esattamente ciò che sento e che penso, avrei voluto stare zitta per i prossimi mille anni, potendo farlo.
    Prendi, ad esempio, un vestito a fiori. Un oggetto inanimato, pure abbastanza semplice.Chiedi a 10 persone di descrivertelo, e ti assicuro che ti descriverebbero 10 vestiti diversi. E se succede con una cosa tangibile e semplice come un vestito a fiori, figurarsi quando si tratta di emozioni, sentimenti, persone.
    Credo che ognuno dovrebbe scrivere una sorta di Io-bolario, un vademecum da dare alle persone che entrano a far parte della nostra vita, che contenga la nostra personale interpretazione delle parole: "Tieni, cara collega, guarda alla voce 'CORRETTEZZA' o, se non la trovi, va bene anche 'PUGNALARE'!". Non sarebbe una buona soluzione?
    Scusami, ormai lo avrai capito che tendo ad essere troppo prolissa pure nei commenti ai post altrui
    -_-
    un bacione!

    RispondiElimina
  9. Le tue fregature mi piacciono.
    :-)
    Non fraintendermi. E' che hanno un'annata, come i vini migliori. Dici "fregatura del 2008" come un altro direbbe "un Rothschild del '68"
    :-)
    Per il resto ... come non convenire? Le parole hanno un peso o sono aria, quasi peto .
    Se uno dice "SEMPRE ..." faccia in modo che sia per sempre. Altrimenti taccia per sempre.
    In definitiva ... mi sembra che ti sia andata bene: ti sei persa il peggio!Così puoi restare concentrata sul meglio che verrà.
    :-)
    un abbraccio

    RispondiElimina
  10. Ah... bellissimo il tuo post del 2008!

    RispondiElimina
  11. Le parole valgono un attimo, un gesto tutta la vita. L'ultimo uomo che era solito dirmi "amore", come dare lo zuccherino ad un cavallo, 10 giorni prima di lasciami (per l'altra) mi chiese di sposarlo...

    Sono convinta che chi l'affetto vero se lo tiene stretto in un abbraccio, in silenzio, è perché comprende bene l'importanza del sentimento che, se annunciato troppo spesso a gran voce, potrebbe essere poi perso o rubato.

    RispondiElimina
  12. Io non sono brava con le parole, mi incasino, incespico, cado, a volte è meglio che stia zitta ! Sono d'accordo che le parole abbiano un gran valore.. e prima di pronunciarle bisognerebbe pensarci bene.Purtroppo non è così.. E' un bel post Carlotta, che fa riflettere, e infatti è da ieri che ci penso..Dai più valore ai gesti, le parole corrono via veloci.. un abbraccio :))))

    RispondiElimina
  13. credo anche io che spesso le parole dette non sono pensate come se fossero leggere, mentre hanno la loro importanza ...se pensate con il cuore, perchè poi diventano azione...
    un abbraccio

    RispondiElimina
  14. Siao! Mi trovi totalmente d'accordo. Quante cazzate che ho sentito dire...e il problema è che oramai alcune le fiuto al volo, quindi veramente mi passa la voglia di starle ad ascoltare.
    Anche io come te ho imparato a pesare le parole, perchè non voglio che restino legate AL MOMENTO.
    Io credo di essere uno in continuo cambiamento ma per le cose/persone che valgono voglio esserci sempre...e sono poche.
    Un abbraccio e spero che la nuova terapia dia buoni frutti!

    RispondiElimina
  15. Grazie a tutti, avevo bisogno di sentirmi dire che le parole non valgono solo per il momento in cui vengono dette, non perchè sia successo qualcosa di particolare, anzi, tutto tranquillo, ma ci stavo riflettendo e volevo coinvolgervi;-)

    RispondiElimina

dai, di'la tua!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...