mercoledì 14 settembre 2011


..lo so, sono sparita. Ma sono successe un sacco di cose e la mia testa era altrove. Ho scoperto perché il Principino non voleva andare all’asilo e sono stata malissimo.
Malissimo, perché non ho capito che cosa stava succedendo. Malissimo perché lui non me l’ha detto. Malissimo. Perché ho una rabbia dentro che voi non potete nemmeno immaginare.
Non saprei nemmeno da dove cominciare. Forse dai bambini più grandi che non permettevano ai medi di giocare con lui e lo isolavano. Forse da A., la bambina che picchia tutti i maschi e che in lui per un anno ha trovato la vittima ideale, lui che ogni mattina si alzava sapendo che le avrebbe prese.
O forse dovrei parlare di coscienza. Quella che bisognerebbe mettere in ogni lavoro. E che le maestre di mio figlio non hanno messo nel loro. Forse dovrei parlare del fatto che non hanno visto. O voluto vedere, visto che i grandi sopraccitati sono figli rispettivamente di una loro collega e di una loro amica.
Forse dovrei parlare di come mi sono messa in discussione come madre, credendo che gli atteggiamenti di mio figlio fossero una colpa mia, troppo ansiosa, troppo protettiva..
Forse dovrei parlare del fatto che ho fatto sciroppare a mio figlio 7 settimane di colonia estiva diurna, dalle 8 alle 17, per capire se era lui ad avere problemi a relazionarsi e per abituare me stessa a “lasciarlo” un po’ andare.

Prima di scoprire tutto, prima che alcuni bambini parlassero e raccontassero.

Però posso dirvi cosa sto facendo ora: ogni volta che mio figlio torna a casa con un segno, uno sguardo un po’ triste o solo una lamentela, io la mattina dopo sono sulla porta dell’aula a rompere i coglioni, come un martello pneumatico.

Perché mi sono due anni che mi prendono per il culo (ve le ricordate le ultime udienze?) e adesso e per tutto l’anno loro avranno il mio fiato sul collo e non saranno libere di dire una sola parola perché ne ho ancora un bel po’ di cose da riferire e non intendo fermarmi.
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