venerdì 21 ottobre 2016

Di uomini e di zitelle

Al corso c'è Emme, che mi chiede di ballare e a me piace ballare con lui perchè riesce sempre a "portarmi": è deciso e riesce a far ballare anche la ballerina più imbranata (un nome a caso, Carlotta).
Emme è in evidente sovrappeso e fa sempre battute sul suo fisico, il che fa pesare a Carlotta che sotto sotto sia un po' complessato; così, quando lui si prende il suo numero dal gruppo whatsapp del ballo e inizia a messaggiare raccontandole della separazione in corso, delle sue serate ad aprire il frigo, beh Carlotta pensa che abbia bisogno di qualcuno con cui parlare. 
Non ho lo spirito da crocerossina, ma so cosa vuol dire la solitudine e poi il secondo motivo per cui mi sono iscritta al corso è anche allargare il giro di amicizie.
Amicizie, appunto.
I messaggi diventano più frequenti, poi arrivano le telefonate e con queste l'impressione che le intenzioni di Emme siano altre. "E poi come tutti i separati mi sono iscritto a latioamericano" (mumble, ho perso un passaggio...è una scuola di ballo o un'agenzia matrimoniale?) "Adesso voglio stare da solo, ma tu sei single?" "Non sei gelosa che stasera vado a ballare?" (No, gli ho risposto proprio così "NO") 
..e a me girano le palle. Perchè non è possibile che sei gentile e uno si fa un film. Perchè sono diventata una zitella e ne sono orgogliosa. Sì avete letto bene: sono orgogliosa di bastarmi, di riuscire a stare (finalmente) bene con me stessa, dedicarmi a me e volermi bene. Questo non significa che ho chiuso le porte o meglio ho chiuso le porte ma sono disposta a riaprirle, se ne vale davvero la pena. 
Ho le mie amiche storiche, quelle vere, quelle che anche se siamo lontano ci sono, altre sono vicine e ci vediamo regolarmente. Ballo, vado in piscina,gioco a basket.
Ho un figlio meraviglioso che devo seguire perchè altrimenti tira la sega. Lo porto agli allenamenti, lo seguo nelle partite, ci gioco, ci studio, me lo coccolo disperatamente (ormai solo quando me lo permette lui) e mille altre cose. La mia vita è piena, me la sono costruita da sola, e ora sono finalmente serena.  
Ma sopratutto ho imparato ad essere selettiva, forse troppo, sono diventata poco tollerante. Sono stufa di gente che ti scarica addosso problemi e menate, senza mai interrogarsi sui tuoi problemi, sui tuoi dubbi, sulla tua sofferenza, che si approfitta della tua disponibilità e della tua sensibilità per provarci.
Ho un figlio di 10 anni che ho cresciuto da sola, che è tutta la mia vita, come fa un uomo a pensare che apprezzi un approccio così?
Forse quello che mi piacerebbe non esiste..un uomo che abbia abbastanza sensibiltà  per entrare nella mia vita in punta di piedi, con calma, serenità e fermezza, in grado di capire che dopo 10 anni praticamente da sola, con un bimbo che non ha mai visto un uomo accanto a sua madre, forse c'è un motivo se ci vado così cauta, no?
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